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Otite al mare? Sintomi, cure e rimedi naturali salva vacanze

Mare, sole, spiaggia. Cosa c’è di più allettante e divertente per i nostri bambini? Il problema è che, spesso, i momenti di serenità vengono incrinati da spiacevoli episodi. Tra questi c’è l’otite – o infezione dell’orecchio. Si tratta di un disturbo abbastanza frequente nei soggetti che amano nuotare al mare o in piscina. Ecco come intervenire tempestivamente per risolvere il problema in tempi brevi – salvando le tanto anelate vacanze.

Maggior rischio nei bambini piccoli
Fermo restando che l’otite può presentarsi a qualsiasi età, è bene dire che il maggior rischio lo corrono i nostri figli. Specie se hanno un’età compresa fra i 6 mesi e i 3 anni. L’otite può presentarsi in maniera differente a seconda della parte che viene colpita: orecchio interno, orecchio medio e orecchio esterno.

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Un problema della tuba di Eustachio?
L’orecchio medio – direttamente collegato con l’esterno e l’interno – possiede tre piccoli ossicini (martello, incudine, staffa) che hanno il compito di veicolare le vibrazioni sonore verso l’orecchio interno. Il ‘medio’ è anche fornito di un particolare canale denominato tuba di eustachio che collega gola e orecchie. Essa permette una buona fluidità delle secrezioni quando queste sono in eccesso e le invia a gola e naso. Tuttavia, in alcuni casi, le secrezioni non riescono a essere smaltite correttamente causando una sorta di blocco nell’orecchio medio. Va da sé che in questo caso la pressione aumenta notevolmente con una forte sensazione di dolore. In molti casi, se il problema persiste, il tutto può essere accompagnato da un’infezione più o meno grave. Il motivo per cui ciò può manifestarsi con maggior probabilità in un bambino è che la tuba di eustachio si sviluppa in senso leggermente più orizzontale riducendo il drenaggio delle secrezioni o dei liquidi che si trovano all’interno.

Otite media o otite esterna?
L’otite media è un’infezione dell’orecchio medio molto frequente nei bambini piccoli. Spesso è la diretta conseguenza di un raffreddore che, non ben curato, facilita congestione delle prima vie aeree, bloccando la tromba di eustachio con l’eccesso di secrezioni. Se il blocco permane, la sede può diventare ricettacolo di germi patogeni che riescono a proliferare indisturbati. L’otite esterna, invece, è la forma che interessa con maggior frequenza i bambini – ma anche gli adulti – nelle giornate di vacanza. Interessa la parte più esterna – quella che possiamo vedere a occhio nudo e che si collega alla membrana timpanica. Di norma è causata dall’acqua del mare o della piscina che non viene eliminata correttamente dopo il bagno. Anche in questo caso possono facilmente svilupparsi batteri che causano un’infezione.

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Sintomi dell’otite esterna
Il sintomo più comune è un forte dolore – spesso improvviso – all’orecchio e ai linfonodi auricolari posteriori. In alcuni casi si può evidenziare una sorta di ‘brufolo’ rosso con del pus all’interno. Si può assistere a una diminuzione dell’udito, a un rossore accompagnato da gonfiore nella parte esterna, a un dolore durante la masticazione e prurito.

La cura per l’otite esterna
La cura si routine per l’otite – media o esterna – è la somministrazione di antibiotici che porta a un sollievo rapido già dopo qualche ora. È bene tuttavia precisare che alcuni studi non hanno evidenziato alcuna differenza di miglioramento tra il gruppo curato con antibiotici e quello con placebo. L’infezione tendeva a regredire naturalmente. Come terapia d’emergenza si può utilizzare del paracetamolo per ridurre temporaneamente il dolore.

Il massaggio caldo contro l’otite
Esistono, d’altro canto, anche rimedi naturali che sembrano essere abbastanza efficaci. Il più noto è l’olio di tassobarbasso. Si tratta di un oleolito ottenuto dalla macerazione dei gialli fiori del Verbasco. Si scalda leggermente e si instilla nel condotto uditivo. Nello stesso momento si massaggia delicatamente la parte dietro le orecchie, passando il dito indice tra l’orecchio e la mandibola dal basso verso l’alto. Questa semplice operazione favorisce l’apertura della tuba di eustachio. Inoltre il calore dell’olio – che contrasta l’azione dei batteri – unito alle sue virtù emollienti e antinfiammatorie donano un sollievo rapido al dolore.

Olio di niaouli
Veniva tradizionalmente usato dalle nostre nonne e conosciuto con il nome di olio gomenolato. Si tratta di un rimedio molto potente nel contrastare i batteri che causano l’otite. Generalmente si trova in farmacia già diluito all’1%. In alternativa, a tale diluizione, si può preparare anche in casa con un po’ di olio vegetale e olio essenziale di niaouli. Il cajeput possiede virtù simili. Tuttavia è bene porre molta attenzione: se si sospetta una perforazione del timpano è importante non instillare niente all’interno dell’orecchio. Neppure una soluzione fisiologica (acqua e sale).

Le regole di prevenzione
Per prevenire recidive è opportuno utilizzare appositi tappi per le orecchie prima del bagno in piscina o al mare. Inoltre, nel caso in cui l’orecchio dovesse bagnarsi è indispensabile asciugarlo molto bene. Per facilitare la fuoriuscita dell’acqua, inclinare la testa di trenta gradi. Se il bambino viene ancora allattato evitate di farlo quando è sdraiato sulla schiena per evitare che i liquidi dell’orecchio fluiscano verso l’interno. Altro importante accorgimento è quello di non esporre mai la persona – bambino o adulto che sia – al fumo di sigaretta. Pare che chi vive con fumatori ha un rischio aumentato di sviluppare recidive. Infine, ridurre l’apporti di latticini che potrebbero aumentare la produzione di muco.

Quando andare al Pronto Soccorso
Se i sintomi sono molto forti e sembrano non regredire con niente e, soprattutto, se c’è febbre alta generalizzata è meglio contattare il medico o recarsi al Pronto Soccorso.

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